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Euroscetticismo? Un rischio per il futuro dell’integrazione europea

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Un recente murales dell'artista inglese Bansky mostra una donna scalpellare via una delle stelle della bandiera europea. © AFP/File Daniel LEAL-OLIVAS

L’Euroscetticismo continua ad espandersi a livello locale, nazionale ed europeo. Approfondimento su cos’è e sul perché rappresenta una minaccia per l’UE.

Il termine Euroscetticismo è entrato nel lessico politico inglese attorno al 1980. L’Oxford English Dictionary definisce “euro-scettici” le persone non entusiaste dell’incremento del potere dell’Unione Europa. Il termine esprime dunque l’idea di un’opposizione al processo di integrazione Europea, e sebbene all’inizio appaia come un fenomeno prettamente ‘Britsh’, dal 1990 varie forme di euroscetticismo sono entrate prepotentemente nel dibattito politico europeo.

Il perché di tale scetticismo è da ricercare in varie motivazioni che vedremo in seguito. È attorno agli anni ’80 però, quando la politica di allargamento dell’UE diventa una questione fondamentale, che il dibattito si accende. Già nel 1973 infatti, quando l’Irlanda, la Danimarca e il Regno Unito si unirono alla CEE, “l’Europa” emergeva come argomento di dibattito, sollevando questioni e causando divisioni tra i vari partiti.

Tuttavia, oggi, quando sentiamo parlare di Euroscetticismo, a sorpresa di molti il termine viene associato alla politica dominante e alla cultura popolare. I partiti euroscettici guadagnano sempre più consensi e supporto a livello locale e nazionale, mettendo in serio pericolo il processo d’integrazione europea. Tali partiti tendono spesso ad uniformare il loro discorso euro-scettico su determinati fattori che vengono contestati all’Unione Europea: tra questi, i più importanti sono fattori economici, immigrazione e sovranità nazionale (vi ricorda qualcuno vero?).

In generale dunque, il sentimento euroscettico nasce da cause economiche e di crisi identitaria. L’UE attraversa in questo momento una forte carenza d’integrazione e le sue istituzioni sono viste sempre più come autorità onnicomprensive che si rafforzano a scapito degli stati membri. L’idea che alcuni stati si approfittino di altri è sempre più diffusa e questa percezione di sbilancio di potere non fa che aumentare il risentimento degli stati membri.

Guardando al futuro, nello scenario peggiore ci sarà un forte incremento dei partiti populisti ed euroscettici al quale, probabilmente, seguirebbero altri referendum di uscita. Non a caso recentemente si è sentito parlare di Italexit (Uscitalia per i non-anglofoni). Il primo caso di recessione dall’Unione Europea (Brexit) rappresenta comunque un evento storico; e numerosi studi, ricerche e articoli a riguardo dimostrano l’enorme influenza che i media predominanti possiedono su tale questione.

Come organizzazione che opera a livello internazionale, il nostro appello è che il dibattito non venga strumentalizzato solo per ottenere shares e che invece possa essere offerta una corretta panoramica d’insieme per portare i cittadini ad essere consapevoli dell’importanza di un’istituzione sovranazionale come quella europea. Il Momento ed European People in questo senso, sono da sempre impegnati alla sensibilizzazione dei giovani ai valori sociali e democratici dell’Unione Europea. E come persone che ci credono fino in fondo continueremo a farlo nonostante il crescente euroscetticismo.

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